Italia dei comuni: ronde.
Non mi fido delle ronde e in generale delle forze dell'ordine, meglio starne alla larga.
La notizia su Oggi Treviso del 10 aprile 2009 a firma Emanuela Da Ros:
La Lega veneta se ne frega se la Camera boccia le ronde, anzi annuncia la disobbedienza. Gianantonio Da Re, consigliere regionale e segretario provinciale trevigiano della Lega Nord, dopo la bocciatura del disegno di legge sulla sicurezza, dichiara: "Mi chiedo dove siano adesso quelli che facevano la "scuola di ronde". Noi della Lega Nord continueremo a farle, così come abbiamo sempre fatto negli ultimi due anni".
Se il Parlamento italiano ha votato in un modo, il Carroccio veneto ritiene di dover seguire un'altra direzione. E ritiene di dover "disobbedire" al Parlamento. Il consigliere regionale leghista Gianantonio Da Re è infatti intenzionato ad andare avanti. Con le ronde e con un'idea del presidio del territorio che per la lega è un punto fermo.
"Se i cittadini oggi si sono svegliati più insicuri è solamente grazie alla politica dei grandi decisionisti di partito come Casini, De Poli, Franceschini e pure di buona parte del Pdl" tuona Da Re, che aggiunge: "Fra pochi giorni torneranno in libertà oltre un migliaio di clandestini non-identificati, che scenderanno nelle strade e in qualche modo dovranno sopravvivere, perché il foglio di espulsione non sortirà alcun effetto e lo sappiamo bene. Gli artefici di questo nuovo indulto sono da ritrovare nei banchi del centro-sinistra e, in parte, anche del Pdl. A proposito, chissà come l’hanno presa quelli della "scuola di ronde" nel vedere che il loro stesso partito ha bocciato l'iniziativa che avevano portato avanti fieramente? Noi andiamo avanti per la nostra strada, continueremo ad uscire con i volontari della sicurezza, così come abbiamo sempre fatto negli ultimi due anni".
Il Parlamento dunque non ferma le ronde venete e le loro "perlustrazioni", che però - a questo punto - non hanno l'avallo istituzionale.
Che succederà? verranno tacciate di illegalità? E le incomprensioni dentro il Pdl (sulla faccenda ronde, ma anche sulla questione guida-alcool, che ha visto battibeccare Galan e Zaia) che effetti avranno sulle prossime elezioni amministrative?
Mario Malaguti commento di Venerdì, 10 aprile 2009 - 10:34
Non mi fido
Non mi fido dei Corpi istituzionali preposti all'ordine pubblico. Come comune cittadino non posso fidarmi di chi spessissimo non rispetta il cittadino e lo scambia con chi dovrebbe dissuadere dal delinquere. Saranno esasperati dal mestiere che fanno, ma è preferibile starne alla larga. Ogni giorno si leggono soprusi più o meno preoccupanti commessi da queste organizzazioni statali.
Come si può pensare di difenderci da altre organizzazioni, se volontarie?
Quello che dovrei imparare come cittadino comune sarebbe rivoluzionario: lasciare a casa tutti i politici di qualsiasi livello, amministratori pubblici che non sanno amministrare, individuarne di nuovi e non ammettere che nessuno faccia carriera in politica, mai!
Come pensiamo di dotarci di maggiore sicurezza se l'insicurezza cresce per colpa di chi ci amministra e nostra che non sappiamo scegliere a chi affidare il servizio di amministrare per nostro conto?
Oltre il commento:
Sicuramente anche le ronde dei volontari, una volta che venisse approvata una legge dello Stato, avrebbero un loro ordinamento come le diverse, e non poche, Forze Pubbliche. Comunque le si chiamino sempre organizzazioni investite di compiti repressivi saranno. E reprimere ogni fatto illecito non mi trova certo in disaccordo, anzi!
E allora? Perché esprimo la mia diffidenza? Semplice. Queste organizzazioni mancano di esercitare una funzione pubblica che invece va fatta loro assumere: devono contribuire in modo determinante a diffondere nel cittadino l'educazione civica. Più cittadini rispettosi delle leggi avremo e meno Forze Pubbliche saranno necessarie o, diversamente, esse saranno meglio utilizzate nel territorio e nelle nuove tecnologie.
Nelle Forze Pubbliche invece io osservo tanta prepotenza, quando non leggo di veri e propri abusi.
Delinquenza d'ogni tipo, compresa quella invalsa di protestare ricorrendo ad atti di forza o di vandalismo, non possono essere tollerate, mai! Neppure quando a questi comportamenti dei cittadini si contrappone un comportamento dei tutori della legge che non rispetta il cittadino e la legge.
Per me dunque non servono ronde da sguinzagliare nel territorio e, caso mai, volontari che vigilino sul comportamento delle Forze Pubbliche, altro che no!
Ma non mi basta! Auspico volontari che sorveglino costantemente chiunque ricopra una carica pubblica. La delinquenza, quella che ci rende insicuri, ed è vero che ci sentiamo insicuri, dipende innanzi tutto dal fatto che elegiamo figure che non hanno meriti. Nessuno può evitare di curare i propri interessi, anche se ricopre una carica pubblica. Sarebbe pretendere un comportamento innaturale. Ma nessuno ricoprendo una carica pubblica può curare i propri interessi in contrasto con gli interessi di tutti. Come nessuno può distogliersi per troppo tempo dai propri interessi a meno che non diventi un carrierista, cioè quello che per interessi propri ha individuato quello di farsi eleggere nelle cariche pubbliche.
Non auspico niente che non sia già stato praticato nei periodi passati quando si espresse parentesi di buona amministrazione. In questi periodi eccezionali non esisteva una magistratura o un ufficio che non fosse a sua volta controllato da altra magistratura o da altro ufficio. Pare una complicazione, o si può essere poco propensi a credere che questi metodi siano stati praticati ed abbiano funzionato. Ma non è così; sono esistiti i controlli incrociati tra poteri e al termine di una carica pubblica si poteva essere sottoposti a valutazione, non tanto di come si erano curati i propri interessi, punto valutato di merito personale, quanto che non si fossero disattesi quelli pubblici.
Il controllo a fine carica poi era un momento di conclusione, perché l'incaricato era stato controllato durante tutto il periodo in cui aveva prestato il suo servizio. Svolto bene un incarico, occorrendo, a lui si sarebbe ricorsi per altro incarico più importante. Non esistevano quindi parlamentari, e non solo, di più legislature. Carrieristi mezze tacche.
Noi manderemmo le ronde e con esse penseremmo di risolvere i nostri problemi? Noi penseremmo che politici, magistrati, tutori della legge nei diversi Corpi dello Stato, non controllati, come non lo sono da noi, possano garantirci la sicurezza? O ci fa comodo non controllare per non essere controllati, e allora dobbiamo vivere nell'insicurezza, o cambiamo costume, ma iniziando da noi stessi, senza affidarci alle ronde, e a nessun altro che non ci sia prossimo e sufficientemente controllabile, da noi stessi.
Aggiornamento del 9 novembre 2009.
Nessun iscritto agli elenchi delle prefetture. Pare che questo sia il risultato del decreto Maroni. Alle associazioni preesistenti sul territorio e fino all'8 febbraio 2010 è permessa l'attività senza iscriversi nel registro delle prefetture. Questa iscrizione costituirebbe il motivo per cui il progetto delle ronde sarebbe naufragato.
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- Realizzata in data 11 aprile 2009 alle ore 07,42
- Ultimo aggiornamento in data 7 marzo 2010 alle ore 10,30







