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La ricarica recuperando l'Iva | italiadeicomuni.org

Riflessioni su una carta di credito che non costa e si ricarica a tutto vantaggio del cittadino comune.


Su un'ipotetica carta di credito ricaricabile.

È una carta di credito da inventare. Soddisferebbe quelli che vorrebbero essere rimborsati dell'IVA, anche se sono dei privati e, come tali, oggi esclusi da regime IVA, anzi considerati i destinatari finali di questa imposta.

Da questa attesa che è diffusamente espressa nel parlare comune, e cioè da chi ritiene di avere l'intuizione su come realizzare la perequazione fiscale, questa ipotetica carta di credito potrebbe avere una sua logica.

 

Chi paga la Sanità Pubblica se non il cittadino comune tramite le imposte e lo Stato che le incassa e le distribuisce secondo necessità? L'ultima espressione ammetterebbe una realtà di buona amministrazione che nella pratica non esiste.

Siamo o non siamo in possesso della Tessera Sanitaria della Repubblica Italiana recante codice fiscale e generalità? Si chiama tessera europea di assicurazione malattia ed ha un suo numero di identificazione.

Si tratta di trasformare la tessera sanitaria quanto basta per renderla anche una carta di credito ricaricabile.

Continua.

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Vuotare il sacco.

La proposta potrà sembrare improponibile e contraria a ogni logica. Eppure occorre riflettere. La conclusione arriva a sostituire il gettito dato dall'imposta sul valore aggiunto, l'IVA, con un le imposte dirette sul reddito. Si tratta in parte di contrastare l'elusione dell'iva, concordata tra le parti in modo esplicito o nella pratica.

Il non ricevere lo scontrino fiscale al momento del pagamento è considerato una manifestazione d'intesa, quasi d'amicizia del cliente verso il fornitore del momento, con il risultato pratico per il cliente di accettare di pagare di più quanto riceve e sta onorando. Ma generalmente il cliente non percepisce che egli non solo paga quanto ha richiesto, ma un'aggiunta di imposte che quotidianamente sopporta anche in sostituzione di quelli che le imposte le evadono.

Non si tratta di abolire l'iva o di rimborsarla anche al consumatore finale che corrisponde a rendere l'imposta nulla di fatto. Non sarebbe possibile anche nei confronti degli obblighi con l'Europa. Si tratta di escogitare un sistema, immediato e ad ampia diffusione, di lotta all'evasione fiscale, là dove viene praticata.

"Senza iva le concedo un ulteriore sconto del . . . " espressione ampiamente praticata nel quotidiano e che ha forte presa su tutti, probabilmente senza esclusioni quasi in assoluto. "D'accordo, questo non pagherà le sue imposte, ma intanto io risparmio e non di poco." Poiché ciò corrisponde al vero come pratica diffusa e come immediato risparmio, sebbene non vero risparmio, sarà difficile se non impossibile combattere l'evasione con qualunque sistema di controllo.

Il controllo efficace può esercitarlo solo il comune cittadino acquirente, se gli è concesso un immediato vantaggio costituito da uno sconto che si percepisca immediatamente e che subito si possa spendere. Continua.