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Il registro dei brunetta | italiadeicomuni.org

Una rivoluzione nella pubblica amministrazione: i brunetta crescono come i funghi se si consente ai funghi di crescere.


Al Governo Italiano dal cittadino comune Mario Malaguti.

Il "Registro dei brunetta" potrebbe essere una furbata sullo stile delle innovazioni che tenta di introdurre in Italia Renato Brunetta, ministro per la Pubblica amministrazione e l'Innovazione.

I "brunetta" sarebbero dei comuni cittadini che, protestando di meno e opponendosi meglio alla mala pubblica amministrazione, seguendo comunque le procedure permesse dagli ordinamenti vigenti, opterebbero per collaborare al fine primo di tentare una scappatoia a loro utile, e secondo, al fine di contribuire in modo pratico a tagliare costi e tempi dipendenti da chi, stipendiato per amministrare, non sa da che parte orientarsi per meglio amministrare.

Poiché la disgrazia rappresentata dalla "Pubblica amministrazione" è un peso che ben sappiamo di pagare e sopportare nel quotidiano, non resta che collaborare per apportare contributi pratici. Insomma, qualcosa di diverso dal fare l'opposizione che sistematicamente non annuncia scelte migliori, e che comunque deve esprimere il vuoto di idee che la caratterizza. Attenta ai secondi che si è guadagnata di pretendere, per subissarci alla televisione di critiche, con le quali non si mangia, né si campa.

Collaborare con chi, dove, o come? L'idea è quella di iscriversi al "Registro dei brunetta" e, ben individuati in esso, avere titolo per segnalare la propria ultima esperienza con la Pubblica amministrazione. Un qualcosa di più evoluto, più impegnativo, ma forse pratico del sistema delle tre faccine, utile forse per sfogare le reazioni del cittadino senza commettere reati contro la persona.

Da comune mi imbatto in un assurdo che magari non dipende da una norma, ma da come un "qualunque che può" intende interpretare una norma e, forte del proprio ruolo e della propria convinzione, esige di imporre un prodotto di mala pubblica amministrazione.

Cosa posso fare da comune cittadino se non sottostare, ma anche ricorrere se ne vale il costo? Nelle migliori delle ipotesi potrei decidere che il costo vale comunque se trovo un efficace "Registro dei brunetta" con il quale tentare di distruggere le male abitudini di tutti quelli che pensano di potere amministrare male la cosa pubblica.

Più acquistassi punteggio per casi segnalati al registro e tramite il registro poi rapidamente risolti, e più anche nell'operare quotidiano acquisirei rispetto nell'ambito della Pubblica amministrazione. In pratica, avrei ottenuto una rapida soluzione per la disgrazia in cui mi fossi imbattuto, e concorrerei a costituire un numero sempre crescente di cittadini comuni, ma attivi.

Supponiamo che il Governo decida di costituire il "Registro dei brunetta" e io mi iscrivo per dichiarare inequivocabilmente chi sono e ottenere un numero di registrazione. Magari sono un professionista e posso spesso imbattermi nelle disgrazie che la Pubblica amministrazione elargisce anche tra i miei clienti assistiti. Per ogni pratica svolgerò quanto si può fare, ma non mi fermo e con il mio numero di riconoscimento di iscrizione al "Registro dei brunetta", se il caso vale, segnalo l'accaduto.
Cosa mi aspetto?

Quale primo risultato dall'essere iscritto al "Registro dei brunetta" mi occorre una corsia di favore costituita da un rapido riscontro della mia segnalazione cui deve seguire un'appropriata iniziativa o di interpretazione della norma o di correzione della stessa norma, che comunque abbia effetto per tutte le disgrazie già accadute, a iniziare sicuramente da quella da me segnalata.

Più rapida fosse l'azione, diciamo del "Registro dei brunetta", e più si attiverebbero i brunetta, come crescono i funghi dopo la pioggia.

Quale contributo a un più efficace ruolo della Guardia di Finanza che segue filoni spesso di scarso risultato pratico, ma intanto contribuisce a fare danni e non produce come ci si aspetterebbe!

Quindi sollecita soluzione del mio caso che presuppone capacità da iscritto al "Registro dei brunetta" meritevole di considerazione con segnalazione di risultato. Perché nel "Registro dei brunetta" si tiene conto dei risultati delle segnalazioni e si assegna un punteggio all'iscritto, da costituire tanto risultato conseguito, quanto merito per ogni evoluzione futura nella Pubblica amministrazione.

In essa non si vegeta solo per il fatto di esserci entrati una volta, ma si opera anche per carica elettiva, e aver conseguito punteggio nel "Registro dei brunetta" dovrebbe costituire merito ai fini di essere eletti. Infatti chi operando nel quotidiano sa usare il "Registro dei brunetta" in modo meritevole, con il tempo dimostra di saper amministrare bene la cosa pubblica. Potrebbe succedere perfino meglio dei carrieristi della politica, quali tra i tanti: Casini, D'Alema, Fini, ecc.

Quindi ben venga il "Registro dei brunetta" o come si vorrà chiamare, purché chi può e è stato eletto dove si decide, sappia allargare l'apporto dei cittadini comuni che, oggi, con la Pubblica amministrazione intanto subiscono, forse si difendono, ma comunque a costi che il Sistema Italia, e perché no, lo stesso Sistema Europa, non si possono più permettere.

Fortunata la comunità che saprà usare nel quotidiano il cittadino comune che nel quotidiano è l'utente della Pubblica amministrazione.

L'eletto si occupi della gestione di alto rango e usi il cittadino comune che intende unicamente migliorare la qualità della propria esistenza. Anzi, altra rivoluzione, lo cerchi quale suo elettore e collaboratore.

Quel benedetto "Registro dei brunetta"!

Aggiornamento del 2 aprile 2010, con il seguente commento:

Il Governo istituisca presso ogni Ministero un centro di ascolto del cittadino che, opportunamente registrato, possa segnalare quanto si può migliorare nel rapporto Cittadino-Governo.

A fronte di una segnalazione costruttiva su un caso reale il cittadino sia premiato dalla tempestività dell'intervento del Governo. Si instaurerebbe un processo continuativo volto al miglioramento della Pubblica Amministrazione, basato sui casi pratici, sopportati dai cittadini, ma da essi stessi valutati per come tutto si possa migliorare.

Si renda il caso strumento di collaborazione, premiato dalla rapidità della soluzione.

Dare interesse al cittadino di intervenire nel concreto.

 

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Premiata l'efficienza.

Criticato il politico carrierista, chi opera nella Pubblica amministrazione e nella Guardia di Finanza, potrei anche ottenere che nel "Registro dei brunetta" si iscrivessero i politici dell'opposizione, i carrieristi, gli impiegati pubblici e i finanzieri, potendo essi al pari del cittadino comune, saper individuare tutto quello che non va, contribuendo a eliminarlo e acquisendo "punteggio" utile per la carriera.
Tutti siamo alla fine cittadini comuni e tutti subiamo torti e costi insopportabili per mala amministrazione pubblica. Nessuno ne è escluso nel quotidiano e solo una società che tutti contribuissimo a organizzarsi in modo sempre più efficace, costituirebbe vantaggi universali.

Rinnovamento.

Risparmia l'obolo e la carità comunque praticati e al loro posto contribuisci apportando sana critica e vigilanza, opposizione verso i furbi, presenza e idee per come si può e si deve amministrare meglio. Con quanto si risparmia dal pretendere buona amministrazione, si sana il debito pubblico e si riduce il carico fiscale, contemporaneamente migliorando la qualità della vita nostra e del resto del mondo al quale offriamo l'esempio.

Lo si chiami come meglio si riterrà il "Registro dei brunetta", il nome conta poco e invece l'idea di premiare il cittadino comune che si attivi, non per protestare più o meno in modo efficace, ma per segnalare il fatto e proporre la correzione a evitare lo sperpero di risorse, di tempo e di denaro. Evitare la segnalazione del disservizio o peggio e descrivendo il preciso fatto produrre una costruttiva proposta correttiva. Nel "Registro dei brunetta" non si dovranno accumulare segnalazioni di fatti che non vanno, ma al contrario dal fatto, contestato o meno per come legge consente, indicare una soluzione.

Il "Registro dei brunetta" non potrà essere affidato alla Pubblica amministrazione sempre tenace a non mollare le proprie posizioni, e a comporre il "Registro dei brunetta" dovrebbero partecipare quando prima elementi selezionati di provato affidamento e gli stessi brunetta più efficienti e attivi. L'amministrazione della cosa pubblica è cosa seria che non può essere delegata a chi in essa fa carriera.
Equivale a affidare la propria vita, i propri cari, i propri beni, le proprie attese a un estraneo che per noi non può umanamente avere alcun interesse. Troppo rischioso, ma è quanto facciamo quotidianamente.