Impresa e Agenzia delle Entrate | italiadeicomuni.org.
Occorre garantire all'imprenditore il recupero dei crediti con arbitrato affidato all'Agenzia delle Entrate e che questa affidi l'impresa sulla base del giro d'affari, della capacità di reddito, della puntualità negli impegni, degli investimenti effettuati. Impresa libera con un'Agenzia delle Entrate concepita come primo forniture di servizi.
Nell'ambito di questa auspicata innovazione, o rivoluzione, occorre equiparare all'impresa gli esercenti arti e professioni perché la loro è libera iniziativa economica privata.
Da forzasilvio.it il network ufficiale dei sostenitori di Silvio Berlusconi il 24 giugno 2010:
Liberiamo le imprese
24/06/2010 11:20:39 - Categoria: INTERNI
Come ormai sapete bene, quando assumo un impegno mi ci appassiono. Quando ho assunto l'interim del Ministero dello Sviluppo Economico, è stato naturale per me, che sono rimasto un imprenditore prestato alla politica, appassionarmi ai problemi dell'impresa e della sua libertà. Nel nostro Paese, lo sapete, non c'è soltanto l'oppressione giudiziaria e l'oppressione fiscale: c'è anche l'oppressione burocratica.
Siamo il paese del mondo con il più alto tasso d'imprenditori – un tasso superiore di tre volte alla media europea - ma anche il Paese in Europa in cui è più difficile fare impresa.
E perché? Perché la politica italiana è stata dominata da una certa cultura (comunista e catto-comunista), per la quale chi si assume la responsabilità e il rischio di prendere un'iniziativa in proprio, di fare l'imprenditore, è un potenziale, sfruttatore, un potenziale evasore, un potenziale truffatore.
E questa è la visione che ha ispirato l'Articolo 41 della Costituzione che noi vogliamo modificare, perché il principio liberale della libertà dell'iniziativa economica sia realmente attuato.
Per noi, gli imprenditori sono la vera risorsa dell'Italia, perché con il loro libero impegno e la loro capacità di sacrificio contribuiscono a creare occupazione e benessere. Per questo noi vogliamo che lo Stato ne riconosca nella stessa Costituzione l'utilità economica e sociale e l'essenziale contributo che danno al bene di tutti.
Ma cambiare la Costituzione non basta. Vogliamo eliminare anche la miriade di lacci e lacciuoli che impediscono di avviare una nuova attività in proprio e vogliamo far sì che le imprese che stanno crescendo e che vogliono ingrandirsi e creare nuovi posti di lavoro possano farlo in tempi certi e in tempi veloci. Perché, se il mancato rispetto dei tempi da parte delle Amministrazioni è assurdo in tempi di crescita, in tempi di difficoltà economica è un vero e proprio delitto! Per questo stiamo lavorando a una nuova legge, che già qualche ministro ha chiamato, bontà sua, la "Legge Berlusconi", per realizzare in tempi ridotti la vera libertà d'impresa. E questi sono alcuni punti della proposta a cui stiamo lavorando:
1° punto: Avviare una nuova impresa o un nuovo stabilimento con una semplice comunicazione allo Sportello unico che ogni Comune deve mettere in campo: questa semplice comunicazione di inizio attività sostituirà la richiesta "di permessi, di autorizzazioni, di concessioni, di licenze": che sono, tutte queste cose, un linguaggio da Stato totalitario, da Stato padrone che concepisce i suoi cittadini come sudditi.
2° punto: Pubblicare nel sito internet del Ministero dello sviluppo economico e delle Camere di commercio le regole per ogni settore di impresa, tenendo conto anche della dimensione dell'impresa, in modo che chi avvia un'attività sappia prima con certezza cosa deve fare. In una democrazia veramente libera deve valere solo la certezza della norma e non invece l'arbitrio di un'amministrazione o magari anche, e peggio, l'arbitrio di un funzionario pubblico. La complessità e l'incertezza delle norme e le diverse autorità che intervengono sul medesimo aspetto non sono una garanzia per la società, ma purtroppo troppo spesso diventano un sistema in cui può prosperare la corruzione.
3° punto: Intendiamo mettere fine a quella processione delle autorità che vengono a controllare in momenti diversi e chiedono modifiche diverse: vogliamo invece passare a una "verifica unica", ex post, con un'amministrazione capofila che entro X mesi, diciamo due mesi, – se ci sono difformità rispetto alle regole pubblicate e senza che possano avanzarsi nuove richieste – concordi con l'imprenditore che cosa fare, come farlo e in che tempi farlo. Quindi l'Amministrazione pubblica deve capire che controllo non significa stato di polizia, ma deve significare invece aiutare chi fa impresa a fare le cose come vanno fatte.
Ecco, questi sono alcuni dei punti che comporranno il disegno di legge che intendo portare al Consiglio dei Ministri entro la metà di luglio. È una vera rivoluzione culturale! È una rivoluzione liberale che dobbiamo assolutamente realizzare anche per mettere le nostre imprese in condizione di competere sui mercati internazionali, alla pari rispetto alle imprese concorrenti.
Spero che questo nostro disegno di legge possa trovare una positiva accoglienza da parte di tutte le forze politiche e sociali.
Confermo la nostra disponibilità, come è logico, ad accogliere suggerimenti e indicazioni.
Quindi abbiamo davanti l'opportunità di realizzare un'autentica rivoluzione di libertà: vediamo di non sprecarla! Io ci conto, ci dobbiamo contare tutti insieme!
Silvio Berlusconi
L'art. 41 della Costituzione:
art. 41. L'iniziativa economica privata è libera.
Non può svolgersi in contrasto con l'utilità sociale o in modo da recare danno alla sicurezza, alla libertà, alla dignità umana.
La legge determina i programmi e i controlli opportuni perché‚ l'attività economica pubblica e privata possa essere indirizzata e coordinata a fini sociali.
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- Posizione della pagina: http://italiadeicomuni.org/agenzia-entrate.html
- Realizzata in data 24 giugno 2010 alle ore 18,20
- Ultimo aggiornamento in data 25 giugno 2010 alle ore 16,30






