Italia dei comuni: homepage.

Intorno a questo sito web dal titolo Italia dei comuni.


Questo sito perché da cittadino comune nato e residente nel Comune di Treviso (Regione del Veneto, Italia) io sono nella necessità di dichiarare che sono stanco, ma veramente stanco, dell'occupazione del Comune da parte del signor Giancarlo Gentilini in particolare e della Lega Nord in generale, e non capisco le scelte degli elettori trevigiani.

E Giancarlo Gentilini e la Lega Nord così sorretti dalle scelte dei trevigiani sono perfino un male minore, rispetto a quelli che il cittadino comune sopporta quotidianamente a causa di chi governa la Provincia, la Regione, il Paese e l'Unione Europea.

Siamo in mano a squadre di mediocri, perché ce li scegliamo, e quindi siamo dei cittadini mediocri, ma io non ci sto.

Lo dichiaro ai concittadini. Continuando nella rinuncia di liberarci dai mediocri ai quali offriamo le poltrone, non abbiamo speranza di migliorare la nostra esistenza. Al contrario abbiamo un'assoluta necessità di lasciare a casa tutti i furbi che ci giostrano e di riappropriarci dei diritti che pur ci saremmo dati, che non conosciamo, che evitiamo di pretendere, che per la nostra rinuncia quotidiana ci limitano nella conquista di una società migliore.

Agli adulti, ai più avanti in età, non ci spetteranno giorni passabili se rinunciamo a costruirceli per noi e per i nostri figli.

Ai giovani, e ai meno giovani, magari a quelli che lamentano mancanza di prospettive, rivolgo l'invito ad inventarsi l'oggi, qualunque sia la situazione dalla quale possono muoversi. Meno lamentele e più fatti, cominciando da se stessi e mirando subito ad esercitare i propri diritti, in ogni manifestazione del quotidiano.

Non accoppio i diritti ai doveri, perché non si può esercitare la conquista dei propri diritti senza proporci come cittadini ligi ai propri doveri.

Viviamo nel Paese più ricco di testimonianze del passato che esista al mondo. Non possiamo vivere e campare del nostro passato, sebbene lo possediamo e abbiamo diritto a sfruttarlo al meglio. Con la ricchezza che ci proviene dal nostro passato non possiamo permetterci disoccupazione, a meno che non ammettiamo la disoccupazione perché dal passato non sappiamo trarre insegnamento, o peggio perché ci sta bene. Io non desidero vivere tra concittadini mediocri, e dichiararmi cittadino comune non significa accettare la mediocrità, ma solo manifestare rispetto verso chiunque altro, più o meno meritevole di me. Un "comune" ideale per conviverci, con reciproco vantaggio.

E non posso omettere la raccomandazione da nordista al sudista: sfrutta la fortuna di vivere nel nostro meraviglioso sud e quindi: sgobba!

Frasi dal libro di Alberto Bertuzzi "Scusate signori del Palazzo": "Il mestiere meno conosciuto in Italia è certo quello di cittadino".

"Solo esercitando sempre e in ogni occasione il mestiere di cittadino, si costruisce il paese e si diviene protagonisti della democrazia".


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Italia dei comuni. Perché sono un cittadino comune e ho gli interessi di una persona comune.
Perché l'unità territoriale Comune, pur diversa nel numero di cittadini che comprende, è quella più prossima al cittadino comune e potrebbe, ma in realtà non lo è, rappresentare il più immediato apparato da modificare con la massima urgenza, al fine di rendere più vivibile l'esistenza del cittadino comune.

La tradizionale disobbedienza degli italiani alle leggi inique, liberticide o semplicemente stupide ha aiutato e aiuta il Paese reale a reggersi in piedi, crescendo in dignità civile e democratica. Ma per avere dignità e cittadinanza in una libera democrazia, la disobbedienza alle leggi non deve mai essere segreta, deve invece manifestarsi palesemente. Solo allora si può parlare di disobbedienza civica.
Alberto Bertuzzi
da "Disobbedisco! La disobbedienza civica in democrazia."
Arnoldo Mondadori Editore 1983.

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